Categorie Alimenti: Frutta.

Fragola

Fragola

 

Famiglia: Rosaceae

Genere: Fragaria

Specie: Fragaria spp.

 

La fragola è una pianta di origine europea i cui frutti appartengono al genere Fragaria che viene coltivata nelle aree temperate di tutto il mondo.

Esistono diverse specie tra cui: Fragaria chiloensis, di origine sudamericana, Fragaria virginiana, originaria del sud degli Stati Uniti e Fragaria ovalis, originaria delle Isole Kurili. Tutte le specie di origine extraeuropea sono ottoploidi, mentre la Fragaria vesca (la fragola selvatica o fragola di bosco che si trova spontanea nei nostri boschi) è diploide. Le varietà coltivate sono quasi tutte incroci tra Fragaria chiloensis e Fragaria virginiana la cui produzione è iniziata verso la fine del Settecento.

Le varietà si distinguono per dimensioni, consistenza e sapore e ad oggi ne sono note più di 600.

Le varietà di fragola vengono classificate in:

unifere o brevidiurne o non rifiorenti: differenziano i fiori con un periodo di luce inferiore alle 12 ore e con un sufficiente termoperiodo. La differenziazione dei fiori avviene da settembre fino al verificarsi delle prime gelate e la maturazione dei frutti si ha in primavera nell’arco di circa 4 settimane una sola volta. Alcune varietà unifere possono diventare, occasionalmente, bifere;

bifere o longidiurne o rifiorenti: differenziano i fiori con un periodo di luce superiore alle 14 ore e producono più frutti dalla primavera all’autunno. Non sono molto diffuse a livello industriale e sono impiegate quasi esclusivamente a livello casalingo;

day neutral o fotoindifferenti: differenziano gemme a fiore con qualsiasi condizione di luminosità, purché sia rispettato il termoperiodo.

La varietà selvatica o fragola di bosco (Fragaria vesca L.) cresce nei boschi, nelle radure e nei luoghi erbosi, dal piano a 1800 m., e produce frutti durante tutto il periodo estivo. È una specie originaria dell’Europa e della Siberia ed è diffusa in tutte le regioni del mondo.



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    Le fragole sono composte principalmente da acqua e carboidrati semplici, mentre proteine e grassi sono ben poco presenti. Buono è invece l’apporto di fibra alimentare, fondamentale per mantenere in salute l’intestino.

    Le fragole sono un’ottima fonte di vitamina C, tanto che una loro porzione è in grado di soddisfare completamente il fabbisogno giornaliero di questo tipo di vitamina nelle donne, e circa l’80% negli uomini. Buono è anche il contenuto di folati, magnesio e potassio.

    La ricchezza di questo alimento non si ferma qua, in quanto in esso sono contenute anche due molecole molto importanti appartenenti alla classe dei flavonoidi: le antocianine e la fisetina. Le antocianine, ovvero i pigmenti che colorano di rosso le fragole, sono un’importante difesa dall’aterosclerosi, in quanto agiscono direttamente sul colesterolo cattivo (LDL) ossidato, diminuendolo. Uno studio ha dimostrato come una media di due porzioni di fragole al giorno sia in grado di migliorare i livelli di colesterolo plasmatico solo dopo quattro settimane.

    Recenti studi di laboratorio hanno evidenziato invece che la fisetina abbia effetti interessanti nei confronti di alcune tipologie di tumore (tumore del seno, alla cervice, al colon e all’esofago) e sarebbe anche in grado di interferire con la neurodegenerazione, proteggendo i neuroni dai danni causati dall’invecchiamento.

    Inoltre il consumo di fragole è stato associato a un miglior controllo dei livelli di zuccheri nel sangue, e quindi potrebbe aiutare a prevenire il diabete di tipo 2. Ma sono necessari ulteriori studi per approfondire meglio la questione.

    • La fragola è una pianta perenne, acaule, il cui fusto è stato trasformato in un corto rizoma. Le foglie sono ternate, ovato-oblunghe, dentato-seghettate, lungamente picciolate. I fiori, bianchi, ermafroditi, sono riuniti in gruppi di 3-8 a costituire dei racemi e hanno lunghi piccioli. Il frutto è in realtà un falso frutto costituito dal ricettacolo fiorale che si accresce e si fa succulento e presenta sulla superficie dei piccoli “semini”, chiamati acheni, che sono i veri frutti.

      Il terreno ideale per la coltivazione della fragola deve essere subacido (pH ottimale: 5,5-6,5), sciolto e ricco di sostanza organica; richiede inoltre quantità moderate ma costanti di acqua durante tutto il suo ciclo colturale. Il terreno deve essere preparato e concimato alcuni mesi prima del periodo previsto per la semina o della messa a dimora delle piantine.

      La moltiplicazione è di tipo agamico e può avvenire mediante un vivaio tradizionale, in cui vengono coltivate piante madri (per la produzione di stoloni), oppure mediante la riproduzione meristematica delle piantine, denominate “super-élite”, con la loro moltiplicazione in ambiente controllato e successiva moltiplicazione su terreno. La distanza tra le file prevista è di circa 125 cm, mentre sulla stessa fila 35-35 cm se doppia, 15-20 cm se fila semplice. Per aumentare la produzione, contenere le avversità e facilitare la raccolta vengono impiegati sistemi di coltivazione senza suolo.

      I periodi di raccolta variano a seconda del tipo di coltura, se protetta o in pieno campo, della latitudine e della varietà (rifiorente o non); solitamente avviene in autunno per le produzioni fuori stagione ottenute con piante frigoconservate di varietà unifere, dalla primavera all’autunno con varietà rifiorenti.

      Le fragole si raccolgono quando hanno raggiunto il caratteristico colore rosso in quanto sono frutti non climaterici, ovvero non maturano dopo la raccolta; la produzione è molto variabile ed oscilla dai 100 ai 300 q.li/ha.

      In Italia la stagione migliore per consumare le fragole inizia ad aprile e continua per tutta la prima parte dell’estate.

      La produzione è destinata al consumo fresco, alla surgelazione, alla produzione di marmellate, sciroppi, liquori, gelati, ecc.

      La fragola selvatica o fragola di bosco (Fragaria vesca L.) è una pianta erbacea perenne, alta 10-20 cm, con fiori formati da 5 petali bianchi e caratterizzata da frutti di piccole dimensioni con sapore molto intenso. Viene coltivata soprattutto in Trentino con un periodo di raccolta che va da giugno a settembre. I frutti vengono utilizzati per profumare e decorare gelati, macedonie e torte di frutta.

      • Una porzione di fragole corrisponde esattamente a circa 10 fragole ed è consigliabile consumarle crude e intere in quanto la vitamina C è sensibile al calore ed all’esposizione all’aria, quindi la cottura o lo sminuzzamento ne riducono il contenuto. I trattamenti termici hanno un effetto negativo anche sul loro contenuto in polifenoli, tuttavia la capacità antiossidante totale resta alta anche nei frutti cotti e processati.

        Le fragole possono essere utilizzate all’interno di preparazioni che prevedono la cottura o come succhi. Se non si può fare a meno del dolce, una ciotola di fragole con la panna è una buona alternativa ad una fetta di torta.

        Le fragole vanno conservate nel cassetto più fresco del frigorifero e per un periodo massimo di 7 giorni, a una temperatura intorno ai 2°C. Per mantenere la loro umidità ottimale ed evitare l’avvizzimento, è preferibile conservarle intatte e asciutte in un contenitore non ermetico. È consigliabile lavare le fragole solo poco prima del consumo. Una volta tagliate devono essere conservate in un contenitore per alimenti se non consumate entro poche ore.

        Le fragole possono interferire con i farmaci anticoagulanti e antiaggreganti.

          • Giampieri F. et al. (2015) “Strawberry as a health promoter: an evidence based review”, Food & Function; 6(5):1386-98.
          • Khan N. et al. (2013) “Fisetin: A Dietary Antioxidant for Health Promotion.”, Antioxidants & Redox Signaling; 19(2):151-62.
          • www.agraria.org
          • www.bda-ieo.it
          • www.humanitas.it
          • www.internosblog.it