Categorie Alimenti: Condimenti.

Maggiorana

Maggiorana

 

Famiglia: Lamiaceae

Genere: Origanum

Specie: Origanum majorana

 

La maggiorana è una pianta erbacea perenne, diffusa come erba aromatica, appartenente alla stessa famiglia di origano, timo, cumino, anice e finocchio. Il suo nome scientifico è Origanum majorana ma è conosciuta anche come Majorana hortensis.

È originaria dell’Africa settentrionale e in Europa, in Africa e in Asia centrale può crescere anche spontaneamente in quanto favorita dal clima piuttosto caldo. Nelle zone fredde, non riuscendo a sopravvivere alle temperature rigide, viene coltivata come annuale.

Il suo utilizzo nella cucina tradizionale mediterranea è molto diffuso e le sue foglie, sia fresche che secche, possono essere usate per speziare qualsiasi alimento.



  • La maggiorana è un’erba aromatica fonte di ferro, betacarotene, beta- criptoxantina, luteina ed oli essenziali. In cucina la maggiorana può sostituire l’uso di sale. Ridurre il consumo di sale favorisce un minore rischio di patologie croniche, come malattie cardiovascolari e tumori. Le raccomandazioni indicano di non superare i 5 grammi al giorno, in Italia il consumo è ben superiore. Oltre a prediligere alimenti poveri di sale, la sostituzione con erbe aromatiche è un’ottima strategia per far educare il palato a cibi meno salati.

    Molto usati sono gli infusi a base di maggiorana, in grado di combattere nausea e flatulenza. Il tutto è dovuto principalmente agli oli essenziali di quest’erba aromatica che sembrerebbero esercitare un’azione antibatterica ed antinfiammatoria.

    La maggiorana è inoltre una buona fonte di antiossidanti, alleati del sistema immunitario, della salute cardiovascolare e di quella di ossa e denti.

    • La maggiorana è una pianta erbacea perenne caratterizzata da un fusto dal portamento eretto, di colore rossastro, che può raggiungere i 60-80 cm di altezza. Le foglie sono opposte, ovato-ellittiche, pelose e verde chiaro-biancastre. I fiori, violacei o rosei, sono riuniti in dense spighette che formano delle pannocchie terminali.

      La maggiorana viene spesso confusa con l’origano per l’aspetto simile ma il gusto e l’aroma sono molti diversi in quanto la maggiorana non contiene gli oli essenziali propri dell’origano.

      Per la sua coltivazione la maggiorana privilegia le posizioni soleggiate e riparate dal vento, i terreni secchi e ben drenati; si propaga per semina, da effettuare durante la primavera, o per divisione delle piante accestite, in primavera o dopo la fioritura.

      La raccolta delle foglie e delle estremità fiorite deve avvenire all’inizio della fioritura, ovvero durante il periodo estivo. In seguito alla loro raccolta possono essere utilizzate fresche oppure subire diverse tipologie di conservazione quali l’essiccazione, il congelamento oppure la macerazione in olio e aceto. L’essiccazione deve essere fatta in un luogo ombroso e ventilato e questa tecnica permette di avere la maggiorana reperibile sul mercato tutto l’anno.

      • In seguito alla sua raccolta è bene lavarla ed asciugarla per poi porla ad essiccare in un luogo asciutto e al riparo dalla luce del sole. Dopo alcuni giorni le foglie saranno diventate secche e di color verde scuro ed a questo punto potrete sbriciolarle con le mani e conservarle in un barattolo.

        Potrete utilizzarla in ogni caso sia fresca che secca per dare più sapore alle vostre ricette senza utilizzare sale in eccesso, nella preparazione di salse e nell’accompagnamento soprattutto dei pomodori freschi. La maggiorana è impiegata, oltre che come erba aromatica, nella preparazione di tisane ed infusi.

        Il suo utilizzo può interferire con l’assunzione di litio. In caso di dubbi è bene chiedere consiglio al proprio medico. Se assunta in dosi non medicinali la maggiorana è considerata un alimento sicuro; tuttavia è importante fare attenzione alla sua assunzione in caso di gravidanza o menorragia.

          • Anderson CA et al. (2015) “Effects of a behavioral intervention that emphasizes spices and herbs on adherence to recommended sodium intake: results of the SPICE randomized clinical trial”, The American Journal of Clinical Nutrition;102(3):671-9.
          • www.agraria.org
          • www.bda-ieo.it
          • www.humanitas.it
          • www.maggiorana.it