Categorie Alimenti: Frutta.

Ciliegie

Ciliegie

 

Famiglia: Rosaceae

Genere: Prunus

Specie: Prunus avium

 

Le ciliegie sono il frutto del ciliegio dolce (Prunus avium L.), un albero originario dell’Est Europa e dell’Asia minore, molto diffuso in Italia e dal portamento assurgente.

Esiste anche il ciliegio acido (Prunus cerasus L.), che è un albero con un elevato bisogno di freddo e più diffuso nel Nord Italia e nell’Europa centro settentrionale., più cespuglioso e pollonifero; i frutti del ciliegio acido sono amarene, marasche e visciole, drupe simili a quelle del ciliegio dolce ma dal sapore più acidulo, talvolta quasi amaro.

Altra specie è il magaleppo o ciliegio di S. Lucia (Prunus mahaleb), la cui origine è collocata tra il Mar Nero e il Mar Caspio caratterizzato dall’avere frutti piccoli, non eduli, gialli o rossi, talvolta molto scuri. La varietà dolce è prodotta in Europa e USA, mentre la varietà acida è prodotta principalmente negli Stati Uniti. In Italia si trova soprattutto in Campania, Puglia, Veneto, Emilia-Romagna.

Le cultivar di ciliegio si dividono in duracine, che produce duroni con polpa soda, in genere più facili da snocciolare e adatti al congelamento, e tenerine, dalla polpa tenera. A seconda della varietà e della cultivar, la polpa della ciliegia coltivata può essere chiara o scura e la colorazione può variare dal giallo chiaro screziato di rosso (ad esempio Graffione bianco del Piemonte) al rosso scuro quasi nero (ad esempio durone nero di Vignola).

La ciliegia dolce viene utilizzata sia per il consumo fresco sia per la trasformazione industriale mentre amarene, marasche e visciole sono utilizzate soprattutto per la trasformazione industriale.

 

La “Ciliegia di Marostica IGP”, che ha ottenuto il Riconoscimento nel 2012, presenta forma cuoriforme, è munita di peduncolo e ha un calibro compreso tra i 21 e i 30 mm. Presenta una buccia e una polpa mediamente soda, di colore variabile dal rosa al rosso scuro, succosa, dal gusto pieno, dolce e molto gradevole. Viene prodotta nella Provincia di Vicenza nei comuni di Salcedo, Fara Vicentino, Breganze, Mason, Molvena; Pianezze, Marostica, Bassano, limitatamente al territorio che si estende alla destra orografica del fiume Brenta ed infine in parte del territorio del comune di Schiavon.

La “Ciliegia di Vignola IGP” possiede una polpa consistente e croccante (ad esclusione della Mora di Vignola), una buccia lucente di colore giallo e rosso brillante per la varietà Durone della Marca e dal rosso brillante al rosso scuro per tutte le altre varietà e un sapore dolce e fruttato. La zona di produzione è nella fascia formata dal tratto pedemontano del fiume Panaro e altri corsi d’acqua minori, dai 30 metri s.l.m. fino alla quota di 950 metri e comprende il territorio di diversi Comuni delle Province di Modena e Bologna.

La “Ciliegia dell’Etna DOP”, che ha ottenuto il Riconoscimento nel 2011, ha una pezzatura medio-grossa, croccante all’esterno, con una polpa compatta e un peduncolo lungo. Il colore rosso brillante è dovuto al luogo in cui viene coltivata; infatti il suolo di origine vulcanica e le notevoli escursioni termiche ne determinano la colorazione tipica. Il frutto possiede un buon tenore zuccherino e la presenza di una bassa acidità, caratteristica distintiva rispetto alle altre varietà, permette di conferire un sapore gradevole ed equilibrato senza percepire la sensazione stucchevole tipica dei prodotti ad elevata concentrazione zuccherina. Un’ altra particolarità riguarda i tempi di maturazione, ovvero più ampi rispetto ad altre ciliegie perché proporzionati al progressivo innalzamento rispetto al livello del mare (fino ad altitudini di 1 600 metri) dei terreni di coltivazione della zona del vulcano Etna. La zona di produzione si estende dal mare Ionio fino ad altitudini di 1 600 metri s.l.m. sui versanti Est e Sud-Est dell’Etna e comprende diversi comuni in provincia di Catania.



  • Le ciliegie apportano acqua, zuccheri e fibra alimentare, mentre sono povere di proteine e grassi. La fibra presente è della tipologia solubile, per questo le ciliegie sono un ottimo alimento utile per promuovere la salute dell’intestino, in quanto i microrganismi presenti in quest’ultimo sono in grado di nutrirsene, producendo composti con attività antiinfiammatorie ed antitumorali.

    Per quanto riguarda i micronutrienti, tra i minerali spiccano potassio, fosforo e magnesio, mentre tra le vitamine, la vitamina C, con azione antiossidante. Buona è anche la percentuale di melatonina, che oltrepassando la barriera ematoencefalica, sembra poter esercitare un effetto lenitivo sul sistema nervoso e aiutare a combattere problemi come il mal di testa e l’insonnia.

    Le ciliegie sono un concentrato di antocianine, responsabili anche della loro colorazione. Numerosi studi hanno approfondito il ruolo di questi composti per la salute e i risultati sembrano dire che una dieta ricca di antocianine sia utile in particolar modo per la prevenzione cardiovascolare.

    Non solo le antocianine, ma anche altri composti fenolici, principalmente derivati dagli acidi idrossicinnamici, sembrano mostrare un ruolo anti-proliferativo nei confronti di cellule tumorali. Tali risultati derivano da studi di laboratorio, servono conferme, intanto si possono aggiungere alla lista di buoni motivi per incoraggiare il consumo di ciliegie.

    • Il ciliegio dolce (Prunus avium L.) è un albero che raggiunge più di dieci metri di altezza, originario dell’Asia minore e molto diffuso in Italia, che presenta rami a legno e rami a frutto. Il frutto è la ciliegia che dal punto di vista botanico è una drupa con polpa tenera e dolce.

      Per quanto riguarda la coltivazione ha un elevato fabbisogno in caso di freddo, è molto sensibile ai ristagni idrici e la pioggia porta a spaccature del frutto oltre ad essere vettore di Monilia; inoltre una siccità prolungata danneggia la formazione dei fiori. È in aumento la fertirrigazione.

      La potatura mira a contenere lo sviluppo vegetativo rivolto verso l’alto, rinnovare le formazioni fruttifere che hanno già prodotto e portare luce nella chioma.

      La propagazione avviene principalmente per talea mentre da seme e propaggine si ottengono portinnesti.

      A seconda del tipo di raccolta si utilizzano tipologie di coltivazione differenti. Con la raccolta meccanica si utilizzano vaso o monocono; con la raccolta manuale vi sono forme a parete come la palmetta con densità bassa, oppure bandiera, ventaglio semplificato, mentre per le forme in parete c’è il vaso a tre branche. Oggi si tende a creare impianti ad alta densità, tra 800-1.000 piante/ha utilizzando ad esempio un vasetto basso.

      La raccolta delle ciliegie avviene tra maggio e luglio in base al colore della buccia e del residuo secco rifrattometrico; le ciliegie devono essere raccolte a maturazione completa in quanto una volta staccate dall’albero la maturazione si ferma. Il rendimento è maggiore effettuando la raccolta meccanica a discapito della qualità; solitamente si ottengono rese di 10 t/ha.

      Una volta raccolte le ciliegie devono essere sottoposte a cernita per eliminare i frutti di scarto e con pezzatura insufficiente. Fino al momento della consegna per la commercializzazione i frutti devono essere mantenuti in luoghi freschi e ombreggiati per evitare perdite di qualità e conservabilità.

      Per l’immissione al commercio le ciliegie devono essere confezionate in apposito contenitore di legno, plastica, cartone o altro materiale idoneo al massimo di 10 kg di prodotto. Il periodo di conservazione è limitato nel tempo e, nel caso in cui non vengano commercializzate entro 48 ore dalla raccolta, i frutti devono essere sottoposti a raffreddamento anche con la tecnica dell’idrocooling.

      Le ciliegie si trovano in commercio da maggio a luglio.

      • Quando scegliete le ciliegie fate attenzione ai dettagli e sceglietele con cura in base ad alcuni semplici ma essenziali criteri: evitate dunque i frutti che presentano ammaccature, buchi, tagli provocati da intemperie o parassiti. La cosa migliore per essere sicuri che le ciliegie siano davvero buone è quella di assaggiarle: evitate quelle troppo acerbe che quindi sapranno di poco o le ciliegie sovra mature che avranno un sapore eccessivamente dolce e un leggero gusto fermentato.

        Una volta acquistate, le ciliegie vanno conservate in frigorifero, meglio se all’interno di un sacchetto di carta o in un cestino così che l’aria abbia modo di circolare e si eviti la formazione di muffe. Lavatele solo poco prima di gustarle e cercate di consumarle entro 3 o 4 giorni dall’acquisto.

        Non risultano possibili interazioni delle ciliegie con farmaci o sostanze. In caso di dubbi è bene chiedere consiglio al proprio medico.

          • Ballistreri G. et al. (2013) “Fruit quality and bioactive compounds relevant to human health of sweet cherry (Prunus avium L.) cultivars grown in Italy”, Food Chemistry; 140(4):630-8.
          • McCune LM et al. (2011) “Cherries and Health: A Review.”, Critical Reviews in Food Science and Nutrition;51(1):1-12.
          • www.agraria.org
          • www.bda-ieo.it
          • www.humanitas.it
          • www.internosblog.it