Associazione di fibre alimentari e consumo di yogurt con il rischio di cancro del polmone: un’analisi aggregata

Yang JJ, Yu D, Xiang YB, Blot W, White E, Robien K, Sinha R, Park Y, Takata Y, Lazovich D, Gao YT, Zhang X, Lan Q, Bueno-de-Mesquita B, Johansson I, Tumino R, Riboli E, Tjønneland A, Skeie G, Quirós JR, Johansson M, Smith-Warner SA, Zheng W, Shu XO.

Association of Dietary Fiber and Yogurt Consumption With Lung Cancer Risk: A Pooled Analysis.

JAMA Oncol. 2019 Oct 24.

 

Importanza: Fibra dietetica (la principale fonte di prebiotici) e yogurt (un alimento probiotico) conferiscono vari benefici per la salute attraverso la modulazione del microbiota intestinale e le vie metaboliche. Tuttavia, le loro associazioni con il rischio di cancro al polmone non sono state ben studiate.

Obiettivo: Valutare le associazioni individuali e congiunte del consumo di fibre alimentari e yogurt con il rischio di cancro al polmone e valutare la potenziale modifica dell’effetto delle associazioni per stile di vita e altri fattori dietetici.

Progettazione, impostazione e partecipanti: Questa analisi congiunta ha incluso 10 coorti prospettiche che hanno coinvolto 1 445 850 adulti da studi condotti negli Stati Uniti, in Europa e in Asia. Le analisi dei dati sono state effettuate tra novembre 2017 e febbraio 2019. L’utilizzo di dati armonizzati dei singoli partecipanti, dei rapporti di rischio e degli intervalli di confidenza del 95% per il rischio di cancro al polmone associato all’assunzione di fibre e yogurt dietetici è stato stimato per ogni coorte mediante regressione Cox e raggruppato utilizzando la meta-analisi degli effetti casuali. I partecipanti che hanno avuto una storia di cancro al momento dell’iscrizione o hanno sviluppato un cancro, sono morti o sono stati persi a seguito del follow-up entro 2 anni dopo l’iscrizione sono stati esclusi.

Esposizioni: Assunzione di fibre alimentari e consumo di yogurt sono stati misurati con strumenti validati.

Principali risultati e misure: Valutazione dell’incidenza polmonare di cancro, sottoclassificato per tipo istologico (ad esempio, adenocarcinoma, carcinoma a cellule squamose e carcinoma a piccole cellule).

Risultati: Il campione analitico comprendeva 627 988 uomini, con un’età media (DS) di 57,9 (9,0) anni e 817 862 donne, con un’età media (DS) di 54,8 (9,7) anni. Durante un follow-up mediano di 8,6 anni, sono stati documentati 18 822 casi di cancro del polmone. Sia l’assunzione di fibre che di yogurt sono state inversamente associate al rischio di cancro al polmone dopo la regolazione per lo stato e gli anni di fumo e altri fattori di rischio per il cancro del polmone: rapporto di rischio, 0,83 (95% IC, 0,76-0,91) per il quintile più alto rispetto al più basso di assunzione di fibre; e rapporto di pericolo, 0,81 (95% IC, 0,76-0,87) per un consumo di yogurt elevato rispetto al nullo. Le associazioni di fibre o yogurt con il cancro del polmone erano significative nei non fumatori e sono state costantemente osservate in sesso, razza / etnia, e tumore tipo istologico. Se considerato congiuntamente, l’elevato consumo di yogurt con il più alto quintile di assunzione di fibre ha mostrato una riduzione del rischio di cancro al polmone di oltre il 30% rispetto al consumo di non yogurt con il più basso quintile di assunzione di fibre (rapporto di rischio, 0,67 [95% IC, 0.61-0.73] nelle popolazioni totali di studio; rapporto di pericolo 0.69 [95% IC, 0.54-0.89] nei non fumatori), suggerendo un potenziale sinergismo.

Conclusioni e rilevanza: Il consumo di fibre alimentari e yogurt è stato associato a un ridotto rischio di cancro ai polmoni dopo la regolazione per fattori di rischio noti e tra i non fumatori. I nostri risultati suggeriscono un potenziale ruolo protettivo di prebiotici e probiotici contro la carcinogenesi polmonare.

 

Abstract

Association of Dietary Fiber and Yogurt Consumption With Lung Cancer Risk: A Pooled Analysis.

Importance: Dietary fiber (the main source of prebiotics) and yogurt (a probiotic food) confer various health benefits via modulating the gut microbiota and metabolic pathways. However, their associations with lung cancer risk have not been well investigated.

Objective: To evaluate the individual and joint associations of dietary fiber and yogurt consumption with lung cancer risk and to assess the potential effect modification of the associations by lifestyle and other dietary factors.

Design, Setting, and Participants: This pooled analysis included 10 prospective cohorts involving 1 445 850 adults from studies that were conducted in the United States, Europe, and Asia. Data analyses were performed between November 2017 and February 2019. Using harmonized individual participant data, hazard ratios and 95% confidence intervals for lung cancer risk associated with dietary fiber and yogurt intakes were estimated for each cohort by Cox regression and pooled using random-effects meta-analysis. Participants who had a history of cancer at enrollment or developed any cancer, died, or were lost to follow-up within 2 years after enrollment were excluded.

Exposures: Dietary fiber intake and yogurt consumption measured by validated instruments.
Main Outcomes and Measures: Incident lung cancer, subclassified by histologic type (eg, adenocarcinoma, squamous cell carcinoma, and small cell carcinoma).

Results: The analytic sample included 627 988 men, with a mean (SD) age of 57.9 (9.0) years, and 817 862 women, with a mean (SD) age of 54.8 (9.7) years. During a median follow-up of 8.6 years, 18 822 incident lung cancer cases were documented. Both fiber and yogurt intakes were inversely associated with lung cancer risk after adjustment for status and pack-years of smoking and other lung cancer risk factors: hazard ratio, 0.83 (95% CI, 0.76-0.91) for the highest vs lowest quintile of fiber intake; and hazard ratio, 0.81 (95% CI, 0.76-0.87) for high vs no yogurt consumption. The fiber or yogurt associations with lung cancer were significant in never smokers and were consistently observed across sex, race/ethnicity, and tumor histologic type. When considered jointly, high yogurt consumption with the highest quintile of fiber intake showed more than 30% reduced risk of lung cancer than nonyogurt consumption with the lowest quintile of fiber intake (hazard ratio, 0.67 [95% CI, 0.61-0.73] in total study populations; hazard ratio 0.69 [95% CI, 0.54-0.89] in never smokers), suggesting potential synergism.

Conclusions and Relevance: Dietary fiber and yogurt consumption was associated with reduced risk of lung cancer after adjusting for known risk factors and among never smokers. Our findings suggest a potential protective role of prebiotics and probiotics against lung carcinogenesis.

Link al testo originale: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31647500



Effetti dei tripidi (Thysanoptera: Thripidae) sulla qualità nutrizionale dei germogli di banane (Zingiberales: Musaceae)

Yu D., Huang P., Chen Y., Lin Y., Akutse KS., Lan Y., Wei H

Effects of flower thrips (Thysanoptera: Thripidae) on nutritional quality of banana (Zingiberales: Musaceae) buds.

 PLoS One., 13(8):e0202199.

 

Nel 2015 l’abbondanza di tripidi di fiori di banana ( Thrips hawaiiensis Morgan) in una piantagione di banane ( Musa acuminata Colla “Williams” cultivar) è stata studiata utilizzando trappole appiccicose gialle (29,70 cm × 21,00 cm) nel 2015. I tripidi di fiori di banana sono stati osservati durante l’anno con variazione mensile e il massimo verificarsi è stata osservato in ottobre e novembre durante i periodi di esplosione di gemme (73,80 ± 6,32 adulti / trappola) e frutti giovani (70,06 ± 5,69 adulti / trappola). I tassi di danni sono state le seguenti: fiori interni> 3 ° -livello fiori> 2 ° fiori -livello> 1 st-livello fiori> frutti giovani. Questo risultato indica che i tripidi sono migrati verso brattee inferiori, frutti giovani e altri boccioli di fiori man mano che le brattee si aprivano gradualmente. I risultati hanno anche mostrato che il contenuto di zuccheri, vitamina C, proteine ​​e ceneri era ridotto nei fiori danneggiati da tripidi ed era significativamente inferiore rispetto a quello dei fiori non danneggiati, mentre non vi era alcuna differenza significativa tra i giovani frutti di banana danneggiati e non danneggiati.

I nostri risultati hanno indicato che l’abbondanza di tripidi di fiori di banana era strettamente associata allo stadio di crescita della banana. I tripidi infestavano principalmente i boccioli di fiori e causavano una riduzione dei nutrienti per la pianta ospite, in particolare il contenuto di zuccheri e vitamina C, che riduceva la qualità nutrizionale dei frutti di banana e la qualità dei sottoprodotti di gemme di fiori di banana.

Abstract

Effects of flower thrips (Thysanoptera: Thripidae) on nutritional quality of banana (Zingiberales: Musaceae) buds.

The abundance of banana flower thrips (Thrips hawaiiensis Morgan) in a banana (Musa acuminata Colla “Williams” cultivar) plantation was investigated using yellow sticky traps (29.70 cm × 21.00 cm) in 2015. Banana flower thrips occurred throughout the year with monthly variation, and the maximum occurrence was observed in October and November during the bud burst (73.80 ± 6.32 adults/trap) and young fruit (70.06 ± 5.69 adults/trap) periods. The damage rates were as follows: interior flowers >3rd-layer flowers > 2nd-layer flowers > 1st-layer flowers > young fruits. This result indicates that thrips migrated to lower bracts, young fruits, and other flower buds as bracts gradually opened. Results also showed that the reducing sugar, vitamin C, protein and ash contents in thrips-damaged flowers were all significantly lower than those in undamaged flowers, while there was no significant difference between damaged and undamaged young banana fruit. Our results indicated that the abundances of banana flower thrips were closely associated with the growing stage of banana. Thrips mainly infested flower buds and caused a reduction in nutrients for the host plant, especially the reducing sugar and vitamin C contents, which reduced the nutritional quality of banana fruits and the quality of flower bud by-products of banana.

Link all’articolo originale: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30096210



Proprietà medicinali della “vera” cannella ( Cinnamomum zeylanicum ): una revisione sistematica

Ranasinghe P., Pigera S., Premakumara GA., Galappaththy P., Costantino GR., Katulanda P.

Medicinal properties of ‘true’ cinnamon (Cinnamomum zeylanicum): a systematic review

Complemento BMC Altern Med. 22 ottobre 2013; 13: 275. doi: 10.1186 / 1472-6882-13-275

 

BACKGROUND:

Nella medicina tradizionale la cannella è considerata un rimedio per i disturbi respiratori, digestivi e ginecologici. Studi in vitro e in vivo di diverse parti del mondo hanno dimostrato numerosi effetti medicinali benefici di Cinnamomum zeylanicum (CZ). Questo documento mira a rivedere sistematicamente la letteratura scientifica e fornire un riassunto completo sui potenziali benefici medicinali della CZ.

METODI:

Una revisione sistematica completa è stata condotta nei seguenti database; PubMed, Web of Science, SciVerse Scopus per studi pubblicati prima del 31 dicembre 2012. Sono state utilizzate le seguenti parole chiave: “Cinnamomum zeylanicum”, “Cannella di Ceylon”, “Cannella vera” e “Cannella dello Sri Lanka”. Per ottenere dati aggiuntivi è stata eseguita una ricerca manuale utilizzando gli elenchi di riferimento degli articoli inclusi.

RISULTATI:

La ricerca bibliografica ha identificato il seguente numero di articoli nei rispettivi database; PubMed = 54, Web of Science = 76 e SciVerse Scopus = 591. Tredici articoli aggiuntivi sono stati identificati dalla ricerca di liste di riferimento. Dopo aver rimosso i duplicati, il numero totale di articoli inclusi nella presente recensione è 70. Gli effetti benefici sulla salute della CZ identificati erano; a) attività antimicrobica e antiparassitaria, b) riduzione della glicemia, della pressione arteriosa e del colesterolo sierico, c) proprietà anti-ossidanti e di lavaggio dei radicali liberi, d) inibizione dell’aggregazione tau e formazione di filamenti (segni distintivi della malattia di Alzheimer ), e) effetti inibitori sull’osteoclastogenesi, f) effetti anti-secretagoga e anti-gastrica, g) attività anti-nocicettiva e anti-infiammatoria, h) proprietà curative della ferita e i) effetti epato-protettivi.

CONCLUSIONI:

Le prove disponibili in vitro e in vivo suggeriscono che la CZ ha molti effetti benefici sulla salute. Tuttavia, poiché i dati sull’uomo sono scarsi, saranno necessari studi randomizzati e controllati sull’uomo per determinare se questi effetti hanno implicazioni per la salute pubblica.

 

Abstract

Medicinal properties of ‘true’ cinnamon (Cinnamomum zeylanicum): a systematic review

BACKGROUND:

In traditional medicine Cinnamon is considered a remedy for respiratory, digestive and gynaecological ailments. In-vitro and in-vivo studies from different parts of the world have demonstrated numerous beneficial medicinal effects of Cinnamomum zeylanicum (CZ). This paper aims to systematically review the scientific literature and provide a comprehensive summary on the potential medicinal benefits of CZ.

METHODS:

A comprehensive systematic review was conducted in the following databases; PubMed, Web of Science, SciVerse Scopus for studies published before 31st December 2012. The following keywords were used: “Cinnamomum zeylanicum”, “Ceylon cinnamon”, “True cinnamon” and “Sri Lankan cinnamon”. To obtain additional data a manual search was performed using the reference lists of included articles.

RESULTS:

The literature search identified the following number of articles in the respective databases; PubMed=54, Web of Science=76 and SciVerse Scopus=591. Thirteen additional articles were identified by searching reference lists. After removing duplicates the total number of articles included in the present review is 70. The beneficial health effects of CZ identified were; a) anti-microbial and anti-parasitic activity, b) lowering of blood glucose, blood pressure and serum cholesterol, c) anti-oxidant and free-radical scavenging properties, d) inhibition of tau aggregation and filament formation (hallmarks of Alzheimer’s disease), e) inhibitory effects on osteoclastogenesis, f) anti-secretagogue and anti-gastric ulcer effects, g) anti-nociceptive and anti-inflammatory activity, h) wound healing properties and i) hepato-protective effects. The studies reported minimal toxic and adverse effects.

CONCLUSIONS:

The available in-vitro and in-vivo evidence suggests that CZ has many beneficial health effects. However, since data on humans are sparse, randomized controlled trials in humans will be necessary to determine whether these effects have public health implications.

Link all’articolo originale: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24148965

 



Fagioli comuni secchi ricchi di polifenoli ( Phaseolus vulgaris L.) e loro benefici per la salute

Ganesan K., Xu B.,

Polyphenol-Rich Dry Common Beans (Phaseolus vulgaris L.) and Their Health Benefits

 International Journal of Molecular Sciences  2017 Nov 4;18(11). pii: E2331. doi: 10.3390/ijms18112331.

I polifenoli sono metaboliti vegetali con potenti proprietà antiossidanti, che aiutano a ridurre gli effetti delle malattie indotte dallo stress ossidativo. Le prove hanno dimostrato che i polifenoli alimentari stanno avendo un crescente interesse scientifico a causa del loro ruolo nella prevenzione delle malattie degenerative nell’uomo. I possibili effetti benefici sulla salute dei polifenoli si basano sul consumo umano e sulla loro biodisponibilità. I fagioli comuni ( Phaseolus vulgarisL.) sono una maggiore fonte di composti polifenolici con numerose proprietà benefiche per la salute. I fagioli secchi ricchi di polifenoli hanno potenziali effetti sulla salute umana e possiedono proprietà antiossidanti, antidiabetiche, antiobesità, antinfiammatorie, anti mutagene e anti cancerogene. Sulla base degli studi, l’attuale revisione completa mira a fornire informazioni aggiornate sulle composizioni nutrizionali e sull’effetto di miglioramento della salute dei fagioli comuni ricchi di polifenoli, che aiutano a esplorare i loro valori terapeutici per futuri studi clinici. Lo studio dei fagioli comuni e il loro impatto sulla salute umana sono stati ottenuti da vari database di biblioteche e ricerche elettroniche (Science Direct PubMed e Google Scholar).

 

Abstract

Polyphenol-Rich Dry Common Beans (Phaseolus vulgaris L.) and Their Health Benefits

Polyphenols are plant metabolites with potent anti-oxidant properties, which help to reduce the effects of oxidative stress-induced dreaded diseases. The evidence demonstrated that dietary polyphenols are of emerging increasing scientific interest due to their role in the prevention of degenerative diseases in humans. Possible health beneficial effects of polyphenols are based on the human consumption and their bioavailability. Common beans (Phaseolus vulgaris L.) are a greater source of polyphenolic compounds with numerous health promoting properties. Polyphenol-rich dry common beans have potential effects on human health, and possess anti-oxidant, anti-diabetic, anti-obesity, anti-inflammatory and anti-mutagenic and anti-carcinogenic properties. Based on the studies, the current comprehensive review aims to provide up-to-date information on the nutritional compositions and health-promoting effect of polyphenol-rich common beans, which help to explore their therapeutic values for future clinical studies. Investigation of common beans and their impacts on human health were obtained from various library databases and electronic searches (Science Direct PubMed, and Google Scholar).

Link al testo originale: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29113066



Biotecnologia del cacao: stato attuale e prospettive future.

Wickramasuriya AM., Dunwell JM.

Cacao biotechnology: current status and future prospects

Plant Biotechnol J. 2018 Jan; 16 (1): 4-17. doi: 10.1111 / pbi.12848. Epub 2017, 19 novembre.

 

Theobroma cacao– Il cibo degli Dei, fornisce la materia prima per l’industria del cioccolato multimiliardaria ed è anche la principale fonte di reddito per circa 6 milioni di piccoli proprietari in tutto il mondo. Inoltre, le fave di cacao hanno una serie di altri usi non alimentari nelle industrie farmaceutiche e cosmetiche. In particolare, i potenziali benefici per la salute del cacao hanno ricevuto una crescente attenzione in quanto è ricco di polifenoli, in particolare flavonoidi. Allo stato attuale, la domanda di cacao e prodotti a base di cacao in Asia sta crescendo particolarmente rapidamente e i produttori di cioccolato stanno aumentando gli investimenti in questa regione. Tuttavia, in molti paesi asiatici, la produzione di cacao è ostacolata da molte ragioni, tra cui questioni tecnologiche, politiche e socioeconomiche. Questa recensione fornisce una panoramica dello stato attuale della produzione globale di cacao e dei recenti progressi nelle applicazioni biotecnologiche per il miglioramento del cacao, con particolare attenzione alla genetica / genomica, all’embriogenesi in vitro e alla trasformazione genetica. Inoltre, al fine di ottenere una panoramica delle ultime innovazioni nel settore commerciale, è stato condotto un sondaggio sui brevetti concessi sulla biotecnologia del Theobroma cacao.

Abstract:

Cacao biotechnology: current status and future prospects

Theobroma cacao-The Food of the Gods, provides the raw material for the multibillion dollar chocolate industry and is also the main source of income for about 6 million smallholders around the world. Additionally, cocoa beans have a number of other nonfood uses in the pharmaceutical and cosmetic industries. Specifically, the potential health benefits of cocoa have received increasing attention as it is rich in polyphenols, particularly flavonoids. At present, the demand for cocoa and cocoa-based products in Asia is growing particularly rapidly and chocolate manufacturers are increasing investment in this region. However, in many Asian countries, cocoa production is hampered due to many reasons including technological, political and socio-economic issues. This review provides an overview of the present status of global cocoa production and recent advances in biotechnological applications for cacao improvement, with special emphasis on genetics/genomics, in vitro embryogenesis and genetic transformation. In addition, in order to obtain an insight into the latest innovations in the commercial sector, a survey was conducted on granted patents relating to T. cacao biotechnology.

Link all’articolo originale: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28985014



Danno termico causato a biscotti contenenti farine di grano tenero e di grano duro.

Hidalgo A., Brandolini A.

Heat damage of water biscuits from einkorn, durum and bread wheat flours

Food Chem. 2011 Sep 15;128(2):471-8. doi: 10.1016/j.foodchem.2011.03.056. Epub 2011 Mar 12.

 

Per limitare il danno termico e migliorare le proprietà nutrizionali dei prodotti da forno, sono stati valutati furosina, glucosilisomaltolo, idrossimetilfurfurale, furfurale, zuccheri, α-amilasi, β-amilasi e colore durante la produzione di biscotti d’acqua da tre tipi di farro, tre tipi di pane e uno da farina di grano duro. Sono stati studiati anche gli indici di danno termico, il colore e l’andamento dell’attività dell’acqua durante la cottura (da 25 a 75 minuti di durata) di biscotti da un pane di grano. La furosina era più abbondante nel grano duro (86,0 ± 6,29 mg / 100 g di proteine) e nel pane integrale (42,5 ± 6,93) rispetto ai biscotti di farro (15,7 ± 3,92), mentre il GLI veniva rilevato solo nel grano duro (10,0 ± 2,02 mg / kgDM) e nei prodotti del pane di grano (5,2 ± 1,52); idrossimetilfurfurale e furfurale erano sempre assenti.

Il limitato danno termico dei prodotti Triticum monococcum era probabilmente dovuto alla moderata attività della β-amilasi del farro, e quindi per il basso contenuto di maltosio delle sue miscele.

Il colore era correlato al danno da calore, poiché i biscotti di farro erano più chiari di quelli di altri grani.

 

Abstract

Heat damage of water biscuits from einkorn, durum and bread wheat flours

To limit heat damage and improve the nutritional properties of bakery products, furosine, glucosylisomaltol, hydroxymethylfurfural, furfural, sugars, α-amylase, β-amylase and colour were assessed during the production of water biscuits from three einkorn, three bread and one durum wheat flours. Heat damage indices, colour and aw development during baking (from 25 to 75min duration) of water biscuits from one bread wheat were also studied. Furosine was more abundant in durum (86.0±6.29mg/100g protein) and bread wheat (42.5±6.93) than in einkorn (15.7±3.92) water biscuits, while GLI was detected only in durum (10.0±2.02mg/kgDM) and bread wheat (5.2±1.52) products; hydroxymethylfurfural and furfural were always absent. The limited heat damage of Triticum monococcum products was probably due to the moderate β-amylase activity of einkorn, and hence to the low maltose content of its mixes. The colour was correlated to heat damage, as einkorn water biscuits were lighter than those from other wheats.

Link all’articolo originale: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25212158



Formaggio di Crescenza probiotico contenente Lactobacillus casei e Lactobacillus acidophilus prodotto con latte omogeneizzato ad alta pressione

Guerzoni ME., Burns P., Patrignani F., Serrazanetti D., Vinderola GC., Reinheimer JA., Lanciotti R.

Probiotic Crescenza Cheese Containing Lactobacillus casei and Lactobacillus cidophilus Manufactured with High-Pressure Homogenized Milk

J Dairy Sci. Febbraio 2008 ; 91 (2): 500-12.

 

L’ omogeneizzazione ad alta pressione (HPH) è una delle alternative più promettenti rispetto al tradizionale trattamento termico di conservazione e diversificazione degli alimenti. La sua efficacia nella inattivazione di microrganismi patogeni e deterioranti nei sistemi modello e negli alimenti è ben documentata.

Per valutare il potenziale del latte trattato con HPH per la produzione della  Crescenza, con l’aggiunta di lattobacilli probiotici commerciali , sono stati prodotti 4 tipi di formaggi ottenuti da: HPH (da latte trattato con HPH ), P (da latte pastorizzato ), HPH-P (HPH- latte trattato con l’aggiunta di probiotici ) e PP ( latte pastorizzato con l’aggiunta di probiotici). Una varietà di Streptococcus thermophilus è stata utilizzata come coltura di partenza per la produzione di formaggio.

Sono state eseguite analisi sulla composizione, microbiologiche, fisico-chimiche e organolettiche al 1°, 5°, 8° e 12° giorno di conservazione refrigerata a 4°C. In base ai risultati ottenuti, non sono state osservate differenze significative tra i 4 tipi di formaggio per composizione di proteine, grassi, umidità e pH.

Diversamente, il latte trattato con HPH, ha aumentato la resa del formaggio di circa l’1% e ha influenzato positivamente la vitalità dei batteri probiotici durante lo stoccaggio refrigerato. Infatti, dopo 12 giorni di conservazione, i carichi di cellule A13 del Lactobacillus paracasei erano 8 log UFC / g, mentre il Lactobacillus acidophilus H5 presentava, nel formaggio PP , una riduzione del carico cellulare di circa 1 log UFC / g rispetto al formaggio HPH-P . Il trattamento iperbarico ha avuto un effetto positivo significativo sul rilascio di acidi grassi liberi e sulla proteolisi del formaggio . Inoltre, le colture probiotiche hanno influenzato i modelli proteolitici e lipolitici del formaggio.

Non sono state riscontrate differenze significative per i descrittori sensoriali salati e cremosi tra i formaggi HPH e P, nonché per quelli acidi, piccanti, dolci, lattiginosi, salati, cremosi e più in generale riguardo l’accettazione generale tra i 4 tipi di formaggio Crescenza HPH, HPH-P e PP.

 

Abstract

Probiotic Crescenza Cheese Containing Lactobacillus casei and Lactobacillus cidophilus Manufactured with High-Pressure Homogenized Milk

High-pressure homogenization (HPH) is one of the most promising alternatives to traditional thermal treatment of food preservation and diversification. Its effectiveness on the deactivation of pathogenic and spoilage microorganisms in model systems and real food is well documented. To evaluate the potential of milk treated by HPH for the production of Crescenza cheese with commercial probiotic lactobacilli added, 4 types of cheeses were made: HPH (from HPH-treated milk), P (from pasteurized milk), HPH-P (HPH-treated milk plus probiotics), and P-P (pasteurized milk plus probiotics) cheeses. A strain of Streptococcus thermophilus was used as starter culture for cheese production. Compositional, microbiological, physicochemical, and organoleptic analyses were carried out at 1, 5, 8, and 12 d of refrigerated storage (4 degrees C). According to results obtained, no significant differences among the 4 cheese types were observed for gross composition (protein, fat, moisture) and pH. Differently, the HPH treatment of milk increased the cheese yield about 1% and positively affected the viability during the refrigerated storage of the probiotic bacteria. In fact, after 12 d of storage, the Lactobacillus paracasei A13 cell loads were 8 log cfu/ g, whereas Lactobacillus acidophilus H5 exhibited, in P-P cheese, a cell load decrease of about 1 log cfu/g with respect to the HPH-P cheese. The hyperbaric treatment had a significant positive effect on free fatty acids release and cheese proteolysis. Also, probiotic cultures affected proteolytic and lipolytic cheese patterns. No significant differences were found for the sensory descriptors salty and creamy among HPH and P cheeses as well as for acid, piquant, sweet, milky, salty, creamy, and overall acceptance among HPH, HPH-P, and P-P Crescenza cheeses.

Link all’articolo originale: https: www.ncbi.nlm.nih.gov



Il consumo di caffè, tè e caffeina e il rischio di tumore nella coorte di PLCO

Hashibe M, Galeone C, Buys SS, Gren L, Boffetta P, Zhang ZF, La Vecchia C.
Coffee, tea, caffeine intake, and the risk of cancer in the PLCO cohort
Br J Cancer. 2015 Sep 1;113(5):809-16

 

Ancora oggi la relazione tra insorgenza di tumore e consumo di caffè e tè non è stata chiarita, nonostante sia stata indagata a lungo. Inoltre, gli studi disponibili in letteratura non hanno permesso di comprendere il ruolo della caffeina nell’associazione tra rischio di tumore e consumo di caffè.

Per far luce su questo tema, sono stati selezionati 97 334 uomini e donne all’interno della coorte PLCO (un grande trial che ha indagato gli effetti dello screening sulla mortalità per tumore della prostata, del polmone, del colon-retto e dell’ovaio).
Dei 97 334 soggetti selezionati, 10 399 avevano ricevuto una diagnosi di tumore durante il periodo di studio (dal 1992 al 2011): 145 erano della testa e collo, 99 dell’esofago, 136 dello stomaco, 1137 del polmone, 1703 del seno, 257 dell’endometrio, 162 dell’ovaio, 3037 della prostata, 318 del rene, 398 della vescica, 103 gliomi e 106 della tiroide.

Lo studio ha riscontrato che l’assunzione media di caffè era maggiore negli individui con un basso livello d’istruzione, nei fumatori sia con un modesto sia con un forte e prolungato consumo di sigarette e nei forti consumatori di alcol. Dai dati analizzati, non emerge un’associazione tra assunzione di caffè e rischio di tumore in tutte le sedi (RR=1.00, intervallo di confidenza (CI)=0.96-1.05), mentre il consumo di tè è stato associato ad una riduzione del rischio di tumore (RR=0.95, CI=0.94-0.96 per 1 o più tazze al giorno vs <1 tazza al giorno). Dall’analisi dei dati per singola sede tumorale, per il tumore dell’endometrio si è osservato un rischio minore in relazione al consumo di caffè (RR=0.69, 95% CI=0.52-0.91 per ³2 tazze al giorno). L’assunzione di caffeina, tuttavia, non ha mostrato una relazione dose-risposta con il rischio di cancro.

In conclusione, da questo studio si osserva che il consumo di tè è associato alla riduzione del rischio di tumore in tutte le sedi prese in esame, mentre per il consumo di caffè si è osservata la riduzione del rischio solamente per il tumore dell’endometrio. Quest’ultima associazione è in linea con il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro, che classifica il caffè come un probabile fattore protettivo per il tumore in tale sede.

 

Abstract
Coffee, tea, caffeine intake, and the risk of cancer in the PLCO cohort
BACKGROUND: The association between coffee intake, tea intake and cancer has been extensively studied, but associations are not established for many cancers. Previous studies are not consistent on whether caffeine may be the source of possible associations between coffee and cancer risk.
METHODS: In the Prostate, Lung, Colorectal, and Ovarian cancer screening trial, of the 97,334 eligible individuals, 10,399 developed cancer. Cancers included were 145 head and neck, 99 oesophageal, 136 stomach, 1137 lung, 1703 breast, 257 endometrial, 162 ovarian, 3037 prostate, 318 kidney, 398 bladder, 103 gliomas, and 106 thyroid.
RESULTS: Mean coffee intake was higher in lower education groups, among current smokers, among heavier and longer duration smokers, and among heavier alcohol drinkers. Coffee intake was not associated with the risk of all cancers combined (RR=1.00, 95% confidence interval (CI)=0.96-1.05), whereas tea drinking was associated with a decreased risk of cancer overall (RR=0.95, 95% CI=0.94-0.96 for 1+ cups per day vs <1 cup per day). For endometrial cancer, a decreased risk was observed for coffee intake (RR=0.69, 95% CI=0,52-0.91 for ⩾2 cups per day). Caffeine intake was not associated with cancer risk in a dose-response manner.
CONCLUSIONS: We observed a decreased risk of endometrial cancer for coffee intake, and a decreased risk of cancer overall with tea intake.



Effetti del consumo regolare di diverse forme di mandorle e nocciole sull’accettazione e sul livello di lipidi nel sangue

Tey SL, Delahunty C, Gray A, Chisholm A, Brown RC

Effects of regular consumption of different forms of almonds and hazelnuts on acceptance and blood lipids

Eur J Nutr. 2015 Apr;54(3):483-7

 

Un consumo regolare di frutta secca è associato in modo inversamente proporzionale al rischio di patologie cardiovascolari. Nessuno studio ha mai confrontato gli effetti di un consumo regolari di questi frutti di diverso tipo e in diverse forme sull’accettazione che è un punto cruciale nel consumo a lungo termine. Questo studio ha esaminato gli effetti di diversi tipi e forme di semi crudi e non pelati sulla fase di accettazione e gli effetti del loro consumo sui livelli di lipidi nel sangue, attraverso uno studio randomizzato di 6 diverse fasi di dieta: 30 g al giorno di arachidi, mandorle o nocciole intere o tritate per 5 giorni ognuno (n=74). Per l’accettazione, intesa come desiderio o piacere nel mangiarle, è stata utilizzata una scala analogica visiva ed è stata valutata quotidianamente, mentre i livelli di lipidi nel sangue sono stati determinati all’inizio dello studio e dopo 6 settimane. Il livello di accettazione è stato lo stesso per tutte le condizioni analizzate, mentre per i livelli di lipidi nel sangue sono state evidenziate delle variazioni in base alla tipologia di frutta secca. Comparando i dati ottenuti con quelli iniziali si è visto che alla sesta settimana il livello di HDL era maggiore mentre il rapporto LDl/ colesterolo totale era più basso. In conclusione con questo studio si è visto che il livello di accettazione è lo stesso per tutte le combinazioni di frutta secca analizzate ma è maggiore quando vengono consumate intere. Inoltre si è potuto notare come il consumo per sei settimane permette di ridurre i livelli di colesterolo nel sangue.

 

Abstract

Effects of regular consumption of different forms of almonds and hazelnuts on acceptance and blood lipids

PURPOSE: Regular nut consumption is inversely associated with cardiovascular disease risk. No study has compared the effects of regular consumption of different types and forms of nuts on acceptance, which is a crucial determinant of long-term compliance to consume nuts regularly.
METHODS: This study examined the effects of different types and forms of raw, unpeeled nuts on acceptance and the effects of nut consumption on blood lipids through a randomised crossover study with six dietary phases: 30 g/day of ground, sliced, or whole almonds or hazelnuts for 5 days each (n = 74). Acceptance (‘desire’ and ‘liking’) for nuts was measured daily using visual analogue scales. Blood lipids were measured at baseline and week 6.
RESULTS: Acceptance was stable over all conditions, but there were differences between nut forms (ground < sliced < whole, P < 0.001 for both ‘desire’ and ‘liking’) with some nut type-nut form interactions. Compared with baseline, week 6 HDL-C was higher (0.06 mmol/L, 95% CI 0.02-0.10, P = 0.002) while LDL-C and total-C:HDL-C ratio were lower (0.15 mmol/L, 95% CI 0.06-0.25, P = 0.002 and 0.25, 95% CI 0.07-0.43, P = 0.006).
CONCLUSIONS: In conclusion, acceptance was stable for all combinations but was highest for whole nuts. Six weeks of nut consumption improved blood lipids.

 



“Phytochemicals” nell’uva e loro effetti benefici

Yang J., Xiao Y.Y.

Grape phytochemicals and associated health benefits

Crit Rev Food Sci Nutr. 2013;53(11):1202-25

 

I composti di natura fitochimica (“phytochemicals”) presenti nei frutti e nei vegetali rivestono un ruolo importante nella diminuzione del rischio di malattia cronica. L’uva, uno dei frutti più importanti e ampiamente coltivati e consumati al mondo, è ricca in questi composti. Evidenze epidemiologiche hanno collegato il consumo di uva con un ridotto rischio di malattie croniche, inclusi certi tipi di tumore e problemi cardiovascolari. Studi in vitro e in vivo hanno dimostrato che l’uva possiede una buona attività antiossidante, è in grado di inibire la proliferazione di cellule tumorali e di sopprimere l’aggregazione piastrinica, mentre diminuisce anche il colesterolo. L’uva contiene una grande varietà di “phytochemicals”, quali acidi fenolici, stilbeni, antocianine e proantocianidine, tutti potenti antiossidanti. La composizione fitochimica dell’uva tuttavia varia notevolmente tra diverse varietà. Mentre esiste una vasta ricerca, una revisione della letteratura riguardante gli effetti benefici dell’uva e i suoi componenti “phytochemicals” non è stata condotta per riassumere questo lavoro. Lo scopo del presente lavoro è una revisione critica della letteratura fino al 2013 riguardante le concentrazioni, le attività biologiche e i meccanismi dei composti “phytochemicals” presenti nell’uva.

 

Abstract

Grape Phytochemicals and Associated Health Benefits

The phytochemicals present in fruits and vegetables may play an important role in deceasing chronic disease risk. Grapes, one of the most popular and widely cultivated and consumed fruits in the world, are rich in phytochemicals. Epidemiological evidence has linked the consumption of grapes with reduced risk of chronic diseases, including certain types of cancer and cardiovascular disease. In vitro and in vivo studies have shown that grapes have strong antioxidant activity, inhibiting cancer cell proliferation and suppressing platelet aggregation, while also lowering cholesterol. Grapes contain a variety of phytochemicals, like phenolic acids, stilbenes, anthocyanins, and proanthocyanidins, all of which are strong antioxidants.

The phytochemical composition of grapes, however, varies greatly among different varieties. While extensive research exists, a literature review of the health benefits of grapes and their phytochemicals has not been compiled to summarize this work.

The aim of this paper is to critically review the most recent literature regarding the concentrations, biological activities, and mechanisms of grape phytochemicals.



Carotenoidi, clorofille e composti derivati dalle clorofille presenti nei noccioli del pistacchio siciliano

Giuffrida D., Saitta M., La Torre L., Bombaci L., Dugo G.

Carotenoid, chlorophyll and chlorophyll-derived compounds in pistachio kernels (Pistacia vera L.) from Sicily

Ital. J. Food Sci. 2006;18 (3), 316-320

 

La composizione in carotenoidi, clorofille e composti derivati dalle clorofille, è stata studiata nei noccioli del pistacchio siciliano. Sono stati identificati e quantificati complessivamente 13 composti, incluso un estere, tramite l’utilizzo della cromatografia liquida ad alta prestazione a fase inversa con rivelazione a fotodiodi e una colonna C-30. Il colore del nocciolo è un’importante caratteristica nell’industria della trasformazione degli alimenti. La clorofilla a, è il componente presente in maggiore quantità (54,14 ppm), seguita dalla clorofilla b (30,2 ppm). La luteina (29,14 ppm) e la feofitina a (25,68) sono anche presenti in buone quantità. Le feofitine a e b, la neoxantina, la luteoxantina e la violaxantina sono state identificate per la prima volta nei noccioli di pistacchio. È stata anche riscontrata la presenza di esteri di carotenoidi. Il rapporto fra le due frazioni isocromiche, e cioè le frazioni delle clorofille e dei carotenoidi, è pari a 2,7; tale valore mostra la prevalenza del colore verde. I rapporti clorofilla a/ clorofilla b, e luteina/β-carotene, sono stati rispettivamente di 1,8 e 4,1. Questi parametri, insieme ad altri parametri analitici, potrebbero essere utilizzati come indicatori di tipicità dei noccioli di pistacchio siciliani. Infatti, la presenza di uno specifico profilo di pigmenti nei pistacchi potrebbe essere utilizzato come indice delle genuinità del prodotto, dato che il controllo della qualità degli alimenti richiede anche una precisa conoscenza della composizione in pigmenti dei prodotti originali.

 

Abstract

Carotenoid, chlorophyll and chlorophyll-derived compounds in pistachio kernels (Pistacia vera L.) from Sicily

The composition of carotenoid, chlorophyll, and chlorophyll-derived compounds in Sicilian pistachio kernels (Pistacia vera L.) was investigated. In all, 13 compounds were identified and quantified using reversed-phase liquid chromatography with photodiode array detection with a C-30 column. Internal kernel colour is an important visual quality characteristic for the food processing industry. Chlorophyll a was the major component (54.14 ppm), followed by chlorophyll b (30.2 ppm).

Lutein (29.14 ppm) and pheophytin a (25.68 ppm) were also well represented. Pheophytins a and b, neoxanthin, luteoxanthin and violaxanthin were identified in pistachio nuts for the first time. The presence of a carotenoid ester was also detected. The ratio between the two isochromic pigment fractions, namely the chlorophyll and the carotenoid fractions, was 2.7, clearly showing the prevalence of the green colour; the chlorophyll a/chlorophyll b and the lutein/ β-carotene ratios were of 1.8 and 4.1, respectively. These parameters, along with other analytical parameters, could be used as indicators of typicality in Sicilian pistachio nuts. The presence of a specific pigment profile in nuts could, in fact, be used to guarantee the typicality of the product, since the quality control of food also requires a precise knowledge of the pigment composition of the original product.



Analisi delle espressioni in risposta allo stress, dovuto a basse temperature, nelle arance rosse: l’implicazione della via biosintetica dei flavonoidi

Crifò T., Puglisi L., Petrone G., Reforgiato Recupero G., Lo Piero A.R.

Expression analysis in response to low temperature stress in blood oranges: Implication of the flavonoid biosynthetic pathway

Gene 2011; 476, 1-9

 

La produttività e la distribuzione geografica delle più importanti varietà in commercio del genere Citrus sono fortemente influenzate dalle basse temperature. Poiché l’ingegneria genetica ha dimostrato di essere un’alternativa favorevole alla produzione di germoplasma dotato di una migliore tolleranza al freddo, un ampio gruppo di geni regolati dal freddo è stato precedentemente identificato da diverse sottospecie del genere Citrus.
Sono invece disponibili poche informazioni sulla risposta allo stress termico delle varietà pigmentate di arancia dolce, informazioni che potrebbero fornire un importante contributo per poter meglio definire gli eventi che si verificano nel periodo di esposizione al freddo degli agrumi. In questo lavoro, l’analisi del trascrittoma, basata sull’ibridazione sottrattiva, è stata effettuata al fine di verificare la complessiva induzione dell’espressione genica dopo l’esposizione di arance rosse (Tarocco Sciara) a basse temperature.
Il freddo induce l’espressione di diversi geni e ciò è stato convalidato tramite una real-time PCR. Complessivamente è stato osservato l’incremento delle trascrizioni coinvolte nei meccanismi di difesa contro il danno ossidativo, il processo di osmoregolazione, la desaturazione lipidica così come molti ESTs (expressed sequence tags) implicati nel metabolismo primario e secondario. In particolare, i risultati mostrano che lo stress termico induce modifiche nel trascrittoma portando a un incremento della biosintesi di flavonoidi, incluse alcune reazioni coinvolte nella biosintesi delle antocianine, così come delle vie metaboliche che la alimentano.
Confrontando la risposta allo stress termico dell’arancia rossa con quella di altre specie, come il pompelmo, essa sembra essere simile a quella di specie adatte al freddo. È interessante notare che, tra i geni codificanti le proteine regolatorie, ci sono diversi fattori trascrizionali identificati per la prima volta in piante esposte al freddo ed indicati come geni reattivi al freddo. Questo lavoro è utile per capire come lo sbalzo termico influenzi l’espressione genica di alcuni composti presenti nell’arancia rossa.

 

Abstract

Expression analysis in response to low temperature stress in blood oranges: Implication of the flavonoid biosynthetic pathway

The productivity and the geographical distribution of most commercially important Citrus varieties are markedly affected by environmental low temperatures. As gene engineering has been shown to be a favourable alternative to produce germplasm with improved cold tolerance, a broad group of cold regulated genes have been previously identified from several Citrus spp. By contrast, little information regarding the cold stress response of pigmented sweet orange varieties is available although they might provide a pivotal contribution to define the whole events occurring in cold exposed Citrus fruits. In our work, the transcriptome analysis based on subtractive hybridisation was performed in order to emphasise the overall induction in gene expression after the exposure of blood oranges [(Citrus sinensis) L. Osbeck Tarocco Sciara] to low temperature.

The cold induction of several gene expressions was then validated by real-time RT-PCR. Overall, we observed the enhancement of transcripts involved in the defence mechanisms against oxidative damage, osmoregulating processes, lipid desaturation as well as many ESTs implicated in the primary and secondary metabolisms. In particular, the results show that cold stress induces transcriptomic modifications directed towards the increase of flavonoid biosynthesis, including those reactions involved in anthocyanin biosynthesis, as well as of the metabolic pathways supplying it. By comparing the blood orange response to cold stress with those of other plant sources, such as grapefruit, it seems to be similar to that of the chilling acclimated species. Interestingly, among the genes encoding for the regulatory proteins, several transcription factors have been identified for the first time as cold responsive genes in plants, indicating novel investigation lanes which should receive special attention in the future.