Lo screening e la valutazione nutrizionale

Il peso corporeo e/o le variazioni di peso da soli non sono sufficienti per la valutazione nutrizionale del paziente oncologico, esistono invece diversi strumenti o test che consentono di effettuare uno screening nutrizionale ed una valutazione oggettiva del paziente.

Tali test vengono generalmente effettuati da personale sanitario adeguatamente formato, e richiedono il colloquio con il paziente e/o la verifica di dati sulla cartella clinica. La compilazione dei campi richiesti dal test determina un punteggio, in base al quale si ha una valutazione del rischio nutrizionale del paziente, per cui poi si decide se monitorare il paziente o valutare un intervento nutrizionale.

 

Screening

Una tempestiva identificazione di problemi nutrizionali è il primo passo per un’appropriata gestione del paziente oncologico. Gli strumenti per lo screening nutrizionale validati in ambito oncologico consentono di identificare pazienti con un rischio nutrizionale, in considerazione delle condizioni attuali e/o future, che plausibilmente beneficeranno di un supporto nutrizionale.

Tra i test validati per lo screening e la valutazione nutrizionale vi sono il Nutritional Risk Sreening 2002 (NRS 2002), il Malnutrition Universal Screening Tool (MUST), il Malnutrition Screening tool (MST) e il Mini Nutritional Assessment (MNA).

Sono test di esecuzione rapida e semplice e andrebbero effettuati entro 48 h dal primo contatto con il paziente, e ripetuti regolarmente per intercettare cambiamenti di parametri che possano porre il paziente a rischio di malnutrizione.

Valutazione

Nei pazienti con screening anormale, individuati a rischio di malnutrizione, le linee guida raccomandano una valutazione oggettiva e quantitativa dello stato nutrizionale. Tra gli strumenti validati a tale scopo vi sono il Subjective Global Assessment (SGA), il Patient-Generated Subjective Global Assessment (PG-SGA) e il Mini Nutritional Assessment (MNA).

A questi strumenti vanno associati una valutazione degli introiti alimentari e, quando possibile, una valutazione della composizione corporea. La valutazione dell’introito alimentare consiste in un colloquio con un dietista o un nutrizionista che intervista il paziente, indagando le abitudini alimentari recenti e pregresse. Per una valutazione quantitativa oltre che qualitativa può essere chiesto al paziente di compilare un diario alimentare su cui dovrà registrare tutto ciò che assumerà durante la giornata, riportando anche il peso o la porzione di alimenti e bevande consumati.

Le metodiche di valutazione della composizione corporea sono molteplici e vanno dalla valutazione di peso, pliche cutanee e circonferenze degli arti, alla valutazione di parametri specifici attraverso strumentazioni più o meno sofisticate come bioimpedenziometria, DEXA, TAC scan a livello di L3.